
I fascicoli di carta che raccontano come è stata costruita la città vengono riordinati, scansionati e caricati nei sistemi del Comune
Ogni casa di Taranto ha una storia di carta. Un progetto firmato da un geometra decenni fa, una licenza, una variante, un ampliamento, una sanatoria. Tutto finisce in un fascicolo, e i fascicoli finiscono in un archivio: scaffali e scaffali di faldoni nell'ufficio dell'edilizia privata del Comune.
Quell'archivio sta per cambiare forma. Il Comune ha affidato il lavoro per riordinare, inventariare e scansionare le pratiche storiche di edilizia privata, e per caricarle nel suo sistema di gestione dei documenti.
Sono documenti che contano più di quanto sembri. Servono a chi compra o vende casa, per sapere se quello che c'è corrisponde a quello che è stato autorizzato. Servono a chi vuole ristrutturare, ai tecnici, ai notai, a chi chiede un bonus edilizio. Servono a chi studia come è cresciuta la città, quartiere dopo quartiere.
Oggi chi ha bisogno di una pratica deve chiederla e aspettare che qualcuno la cerchi fra gli scaffali. Con i fascicoli in digitale la ricerca può diventare una questione di minuti, e la carta, più vecchia e fragile, non deve più passare di mano in mano.
Il lavoro non è solo "fare le fotocopie". Ogni fascicolo va prima rimesso in ordine, poi inventariato, cioè descritto e numerato, poi scansionato e infine accompagnato dai metadati: indirizzo, anno, tipo di pratica, tutte le informazioni che permettono di ritrovarlo con una ricerca. Le regole le detta anche la Soprintendenza, perché un archivio storico è un bene da proteggere.
Lo farà Mediatica DOC, società con sede a Roma che ha vinto la gara. Il valore è di circa 750 mila euro, pagati con i fondi europei del programma regionale della Puglia per la trasformazione digitale dei Comuni. Il lavoro deve finire entro il 30 aprile 2027: per non perdere il finanziamento, il Comune ha fatto partire il servizio subito.
Per ora il progetto porta le pratiche dentro i sistemi del Comune. Se e come i cittadini e i professionisti potranno consultarle direttamente online, senza passare dall'ufficio, è il passo successivo, e non è ancora stato annunciato. Ma senza le carte in digitale quel passo non si può nemmeno fare.
Foto di repertorio, per dare un'idea di un archivio storico (non è Taranto, è l'Archivio di Stato di Pescia): Sailko, Archivio di Stato di Pescia, scaffali con faldoni (2018), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
La Città Vecchia diventa un laboratorio: case da riaprire e botteghe da riempire7 settembre 2026
Come ci muoveremo a Taranto: il piano della mobilità del 2018 si riscrive entro il 202717 ottobre 2026
Visita guidata al centro storico di Taranto (7 gennaio)7 gennaio 2027
Visita guidata al centro storico di Taranto (12 novembre)12 novembre 2026